CBD Stupefacente

Il ministro della Salute Orazio Schillaci il 21 agosto 2023 ha firmato il decreto pubblicato in gazzetta ufficiale, che entrerà in vigore il 20 settembre 2023, mettendo k.o. il mercato libero del CBD.

Facciamo qualche passo indietro; già dal 2020 le forze politiche italiane hanno spinto per dar sempre più voce al proibizionismo, che come tutti sappiamo, non funziona!

 

Italian Health Minister Orazio Schillaci during a press conference in Rome 28 March 2023.
ANSA/FABIO FRUSTACI


Il decreto a sorpresa!


Il decreto del 2020 che inseriva le composizioni per somministrazione ad uso orale di CBD (cannabidiolo) nella tabella dei medicinali allegata al testo unico sulle droghe è stato revocato con il recente “decreto a sorpresa”, come è stato definito da molte testate giornalistiche.


Che cosa comporta?


Questo divieto va ad interessare la vendita di olio e prodotti al CBD che si possono ingerire, senza ricetta medica. Vietando così ai negozi di settore una grande fetta del mercato cannabico già esistente e agevolando il mercato farmaceutico ancora una volta.

 


La Cannabis Light diventa illegale?


Con la firma al decreto del 21 Agosto del ministro Schillaci e la conseguente revoca del decreto del 2020, si dichiara illecito ogni uso non farmacologico degli estratti di cannabis, comprese le destinazioni ammesse dalla normativa italiana ed europea sulla canapa industriale.
Quindi si parla di estratti e non di infiorescenze ciò significa che per il momento ci sarà solo molta confusione nella gestione di cosa sarà e cosa non sarà ammesso vendere liberamente.


A che punto si trova il resto del mondo?


Mentre in gran parte dei Paesi del mondo si guarda sempre di più verso una politica di liberalizzazione, l’ Italia si fa spazio trai i primati mondiali piazzandosi sul podio, nella presa di posizione sbagliata, dichiarando il CBD stupefacente.
Il 16 agosto il governo tedesco ha approvato il progetto di legge per una nuova regolamentazione della coltivazione e del consumo adulto di cannabis in Germania
Per quanto riguarda la Francia, recentemente ha stabilito che il CBD prodotto in uno stato membro europeo deve poter circolare anche negli altri paesi e che i prodotti a base di CBD non devono essere considerati come stupefacenti.
Questi sono solo due esempi ma ne è pieno il mondo, dalla legalizzazione a tutto tondo in Thailandia, o in Albania che è stata legalizzata la cannabis per uso medico e industriale.


Quali saranno le conseguenze per i commercianti?


Le conseguenze di ciò che è stato compiuto potrebbero non toccare affatto i commercianti di settore in quanto nel suddetto decreto si parla di “somministrazione ad uso orale”.
Nella maggior parte dei casi chi distribuisce olio al CBD lo etichetta come “prodotto da collezione” in quanto le infiorescenze di cannabis non possono essere utilizzate per preparazione di alcun tipo. salvo qualche caso in particolare come l’olio prodotto solo con i cristalli di CBD ma si parla di prodotti di sintesi quindi un altro mondo.

 

In conclusione mi vengono solo domande perché di certezze non ne abbiamo se non quella che il governo italiano non ha compreso che con questa mossa gli introiti provenienti dalle tasse dei piccoli commercianti saranno molto inferiori e come tutti noi sappiamo le compagnie farmacutiche trovano sempre il modo di pagare meno tasse.

 

Questo tecnicismo porterà alla solita confusione

O sarà la volta buona nella quale i drogati verranno sconfitti?


I tutori dell’ordine saranno in grado di mantenere sotto controllo i magliaia di shop presenti in tutta Italia?

Cosa dovrà essere controllato?

Le farmacie saranno in grado di soddisfare la sempre crescente richiesta?

E se ci riuscirà a discapito di cosa? Forse della qualità del prodotto finale?

 


Some Weed Everyday Yeah!

Un pensiero su “Cannabis: revocata la sospensione del decreto del 2020. Il CBD nella tabella come medicinale stupefacente

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