In questo periodo si sta parlando molto di Cannabis, infatti si sta attendendo la possibile legalizzazione della coltivazione di 4 piantine per uso personale.

Questo fa si che in molti dicano la propria sull’argomento, allora perché noi che siamo nel settore non interveniamo?

Vorrei fare una piccola premessa, quando parlo di utilizzare la cannabis mi riferisco a tutti quegli usi che potrebbero portare dei benefici enormi nei nostri stili di vita, fumarsi una canna fa male! Ma non perché c’è la cannabis dentro bensì perché il fumo fa male!

Nuova fake news sulla cannabis!

Molti oppositori alla liberalizzazione di questa pianta oramai palesemente voluta da un enorme numero di persone (bastino le 600mila firme raccolte qualche mese fa), stanno speculando su questa nuova particolarità della cannabis, dopo i buchi nel cervello, i salti dal balcone e non solo, ora è diventata anche geneticamente modificata.

Perché dicono che la Cannabis è geneticamente modificata?

Quando parlano di cannabis geneticamente modificata come tesi portano il fatto che prima aveva il 2% di thc ora ha il 20% di questo cannabinoide.

Sapete, anche parlando con persone a me vicine mi è capitato di sentire differenziare la cannabis dei tempi nostri con quelli dei tempi antichi o meno recenti insomma, tra quella con thc e quella senza.

Il più delle volte tutto ciò arriva da una pessima qualità dell’informazione in quanto la cannabis è una pianta con caratteristiche particolari per le quali può essere usata tutta la pianta, fusto, fibre, infiorescenze e semi e ognuna di queste finalità alla base richiede un metodo di coltivazione specifico e delle genetiche che siano adatte. quindi vediamo tutte le differenziazioni come marijuana e canapa

Perché il THC è il diavolo? 

Perché è psicoattivo! 

Che cosa significa psicoattivo?

Una sostanza psicoattiva è capace di modificare lo stato psico-fisico di un soggetto.

Quindi possiamo dire che molti prodotti tranquillamente commercializzati, in alcuni casi anche senza limiti di età, possiedono queste caratteristiche. 

Nelle infiorescenze della cannabis ci sono dei principi attivi antagonisti all’azione del THC quindi che vanno a limitare l’azione psicoattiva.

Come ad esempio il CBD che ha come funzione quella di minimizzare l’effetto psicoattivo del THC.

L’effetto di addormentamento o di rincoglionimento che sicuramente è quello più perseguitato e incriminato, nella maggior parte dei casi potrebbe essere dato dalla degradazione del THC che quando si ossida diventa cbn quindi acquisisce quelle caratteristiche sopraelencate nell’effetto che avremo.

Questo avviene  quando il processo di mantenimento è poco curato, o con il riscaldamento del thc stesso.

Mi pongo delle domande

La prima domanda che mi viene è, dove sono le analisi che mi indicano che fino a qualche anno fa la cannabis aveva quella percentuale di principio attivo? (Oltre alle analisi che abbiamo dai sequestri nel mercato nero e le aziende farmaceutiche del caso).

Le infiorescenze più potenti e ricercate dagli addetti ai lavori sono le genetiche selvatiche che crescono in natura e poi vengono selezionate in base alle caratteristiche e incrociate con altre piante sempre di cannabis, così come incroceremmo dei pomodori per ottenere quelle caratteristiche che ci interessano.

Il THC si pensa abbia una maggiore resa in climi più caldi quindi così come per i peperoncini e la capseicina, più caldo sarà più thc avremo sulle infiorescenze. Ma stiamo parlando di madre natura quindi non è un qualcosa di così sicuro e standardizzato.

Questo per dire che da sempre, non solo da quando si dice falsamente che è geneticamente modificata, da ALWAYS in base alla zona del mondo dove cresce, la cannabis ha prodotto il THC che doveva produrre.

Forse, e dico forse, essendo che la cannabis coltivata per fusti e fibra ha uno sviluppo dell’infiorescenza poco prestante e allora in quel caso magari potrebbe produrre il 2%di THC.

“Detto tra noi non so dove lo hanno preso ‘sto 2%” quindi ragionando, la selezione delle genetiche si fa in base all’utilizzo che se ne farà.

Come sarebbe stata modificata?

Grazie al lavoro nei sotterranei fatti dai difensori di questa pianta, si è arrivati a conoscerla tanto da poter interagire con la pianta e lavorarla come meglio si preferisce.

Forse è questo quello che si intende con geneticamente modificato?

C’è da dire che molto dipenderà dalle tecniche di coltivazione adoperate, torniamo ai pomodori, se tu e un tuo amico coltivate anche due cloni (quindi avranno le stesse caratteristiche della pianta madre) della stessa pianta di pomodoro in due ambienti diversi, quelle piante produrranno pomodori diversi che rispecchieranno l’ambiente dove sono cresciuti e soprattutto dipenderà dalla capacità del coltivatore di curare la pianta per permetterle di produrre più frutti.

Pensate ai cocomeri quadrati, sono così perché li fanno crescere in delle scatole, non significa che sono geneticamente modificati.

La Seconda domanda che mi viene è, ma se nella cannabis ci sono centinaia di principi attivi, come può essere che ci concentriamo solo sul potere del thc di farti fare una risata e di farti venire tanta fame o sonno? Anche perché la teoria dei buchi nel cervello è stata smentita.

Allora perché cannabis geneticamente modificata?

Si parla semplicemente del lavoro di selezione che gli addetti ai lavori eseguono quando cercano di ottenere nuovi mix di profumi e sapori.

Prima di andare avanti facciamo un piccolo focus sulla composizione del fiore di cannabis

Al suo interno possiamo trovare centinaia di diverse combinazioni di sostanze come  terpeni, flavonoidi, CANNABINOIDI; di questi ultimi ne troviamo diversi e numerosi a differenza di come si pensa, cioè che la cannabis sia composta da CBD e THC soltanto. Impariamo a conoscerli tutti.

Ragioniamo insieme

Se dentro al fiore ci sono tante sostanze che tra di loro lavorano in sinergia producendo l’effetto entourage, e queste sostanze tra loro si equilibrano nel fiore, cosi come avviene per qualsiasi pianta al mondo; perché nella cannabis dovremmo andare a togliere determinate sostanze attraverso la selezione?

Cioè l’anomalia potrebbe essere la cannabis light, slezionata per farla rimanere sotto quella soglia di principio attivo. Così come io scelgo di mangiare al tailandese e cagare le fiamme, così dovrebbe essere se scelgo di addormentarmi sul divano o andare a correre dopo aver consumato la cannabis. Vi assicuro che con un po’ di lavoro si potrebbero tirare fuori genetiche che vadano a lavorare su moltissime problematiche del nuovo mondo!

Mi rendo conto che diventa sempre più intrecciato il discorso, ma le bugie dette sulla cannabis hanno creato dei sistemi di credenze che portano a pensare addirittura che il thc, che per la pianta altro non è che un sistema di difesa per non farsi mangiare dagli erbivori, sia stato incrementato attraverso la modificazione genetica!

ma sanno quanti fondi e quante teste ci vogliono per poter agire sui meccanismi delle piante isolandone magari qualchè caratteristica e poi replicarla su qualche altro individuo? 

E pensano che le banche dei semi o i coltivatori domestici hanno il potenziale per fare queste cose?

…è pura fantascienza!

Conclusione

Nessuno fino ad oggi, che io sappia, ha presentato delle verifiche di principi attivi di cannabis che crescono in natura, facendo la differenza tra quel famoso 2% di una volta e il 20% di adesso. Se andate a farvi un giro vi accorgerete che ci sono semenze di cannabis, ovviamente da collezione, che hanno rapporti di principi attivi diversissimi tra di loro e ogni genetica ha delle caratteristiche differenti.

Quindi credo sia inappropriato definire la cannabis “di oggi” geneticamente modificata!

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